delfino amico   Leave a comment

…C’è un luogo meraviglioso tutto blu dove ci si può tuffare e incontrare una creatura speciale, che si avvicina e ti accompagna in un viaggio magico verso un universo da esplorare e ti fa sentire felice, sicuro e libero di lasciarti andare…

Grazie alla sua intelligenza e sensibilità, il delfino è veramente capace di suscitare emozioni straordinariamente forti e belle a chiunque si avvicini. Lo sanno bene i bimbi che lo scorso anno sono venuti al Parco marino di Mundomar a Benidorm, in Spagna per partecipare alla delfinoterapia: un intervento terapeutico effettuato con l’ausilio dei delfini, particolarmente indicato per trattare i disturbi dell’apprendimento e del linguaggio, ma anche motori, alimentari o da deficit dell’attenzione e del comportamento e per patologie come l’autismo e la sindrome di Down. Mattie, Betty e Tonet erano lì con i loro musetti sorridenti ad aspettarci per iniziare questa avventura. Il loro contributo è prezioso per la sessione di lavoro di delfinoterapia, che ha come obiettivo l’apprendimento didattico, cioè l’acquisizione di nuove conoscenze e competenze per mezzo di libri e altri materiali. Ogni volta che il bimbo risponde correttamente alle domande del terapeuta, viene premiato dal delfino, che si avvicina per giocare e svolge così il ruolo di rinforzo positivo. All’interno di un contesto ludico il bambino è più motivato ad apprendere. I lavori svolti in vasca sono concordati con gli specialisti che seguono a casa il paziente per dare continuità al tipo di terapia e per renderla efficace. Come tutti sanno, i delfini sono mammiferi e questo di per sé li rende simili a noi più di ogni altra creatura acquatica. Intanto, la vita sociale che conducono è caratterizzata da un grande senso di solidarietà e sensibilità. Nuotano in gruppo e non manca loro la voglia di giocare. Quando un loro compagno è in difficoltà perché malato o ferito, lo spingono in superficie per aiutarlo a respirare. Quando un delfino vuole corteggiare una compagna spesso le porta un mazzetto di alghe per attirare la sua attenzione. Sono dotati di un elevato livello di intelligenza, che consente loro di analizzare le informazioni ricevute dall’ambiente e di rispondere ad esse in modo adeguato in funzione dei bisogni. Sono, inoltre, mammiferi molto rispettosi e capaci di percepire le emozioni di chi gli sta attorno. Un’altra caratteristica che possiedono è il biosonar: un sistema di ecolocazione che permette di individuare le prede, ma anche di ‘vedere’ attraverso alcune barriere. Ecco perché sono abili nel cogliere le tensioni o le alterazioni delle masse muscolari nelle persone sofferenti. Attraverso il gusto, inoltre, percepiscono le emissioni ormonali che avvengono quando si verificano i cambiamenti di umore. Sono, inoltre, capaci di trovare modalità di interazione sempre diverse e nuove per stupire chi si avvicina. Docili e sensibili quando serve, ma anche vivaci e un po’ imprevedibili. A partire anche da queste considerazioni verso la fine degli anni Settanta David Nathanson e Betsy Smith della Florida International University hanno iniziato a studiare forme di terapia assistita con i delfini. È grazie a loro che è nata la delfinoterapia che va ad affiancarsi a tutte le altre già esistenti forme note di pettherapy. I motivi per i quali questo metodo è così efficace? L’ipotesi più accreditata sostiene che si tratti di un insieme di fattori, tra cui il contatto fisico e l’interazione con il delfino e l’immersione in acqua. Quest’ultimo elemento fornisce sostegno e facilita l’equilibrio. Inoltre, il movimento ondulatorio dell’acqua offre una stimolazione tattile che migliora la percezione del proprio corpo. Quello che è sicuramente certo è che si tratta di una terapia valida, i cui benefici sono riscontrabili a livello cognitivo- intellettivo, emotivo, fisico e sociale. Intanto, dà sicurezza al paziente, che si sente accettato per quello che è, indipendentemente dall’aspetto fisico o psichico. Per capire basta pensare allo spiraglio che questa creatura è capace di aprire nel mondo impenetrabile del paziente autistico, il quale, appare meno isolato dalla realtà e quindi più capace di seguire anche le indicazioni fornite da un terapeuta. A livello cognitivo migliorano le capacità di mantenere la concentrazione e l’attenzione su un determinato stimolo, ma anche la memoria e il linguaggio. A livello fisico, migliorano le abilità motorie del paziente, il quale trovandosi in acqua è stimolato a nuotare o, comunque, a compiere degli esercizi per interagire con il delfino. A livello emotivo, il paziente sperimenta uno stato di serenità e benessere tale per cui è felice e propositivo nel collaborare con il terapeuta. Infine, a livello sociale il paziente è più motivato a comunicare con il mondo esterno. Infine, migliora l’autostima e la fiducia in se stessi. Presso il Parco marino di Mundomar a Benidorm sono accolti bambini di età compresa tra i 5 e i 21 anni, che presentano patologie come autismo, iperattività, paralisi cerebrale, sindrome di Down, spina bifida, emiplagia, deficit motori, del linguaggio e dell’apprendimento e malattie oncologiche. Fino allo scorso anno venivano accolti solo bambini stranieri, seguiti dal dottor Branko Weitzmann, mentre ora, grazie a un accordo preso tra il Rotary Club di Benidorm e il Rotary Club di Meda e delle Brughiere, anche quelli italiani hanno accesso. Anche quest’anno verrà riproposta l’iniziativa visti i successi ottenuti. Allo studio c’è però un progetto molto più ambizioso, che è quello di realizzare un centro di delfinoterapia presso un delfinario italiano già esistente o di crearne uno nuovo. Occorrono però molti fondi, ecco perché i tempi sono piuttosto lunghi. Chi fosse interessato a ricevere più informazioni in merito al programma effettuato presso il Parco Mundomar di Benidorm in Spagna o al progetto (che è in fase di valutazione) per la realizzazione di altri interventi in Italia può scrivere all’indirizzo: amicodelfino@ hotmail.it, all’attenzione della dottoressa Raffaella Visigalli. *Psicologa, psicoterapeuta si occupa di delfinoterapia presso il Parco Mundomar di Benidorm, Spagna. In Italia opera presso il Policlinico di Monza.

Thanks to its intelligence and sensibility, the dolphin is truly capable of eliciting extraordinarily powerful and beautiful emotions in anyone it approaches. That is something that the children learned when they went to the Mundomar Marine Park in Benidorm, Spain, last year for a dolphin therapy session. Dolphin Therapy is particularly indicated for treating learning and speech disabilities, and it is also effective for treating physical and nutritional ailments, attention deficit syndromes, behavioral problems, and diseases such as autism and Down’s Syndrome. The three dolphins Mattie, Betty and Tonet were there with their smiling faces, waiting for us to embark upon this adventure. They make a valuable contribution during dolphin therapy sessions, which are designed to be a learning tool like books and other materials. Every time the child correctly answers the therapist’s questions, he is rewarded by the dolphin, which comes over to play. The dolphin therefore serves as positive reinforcement. In a playful situation, children are more motivated to learn. The work performed in the pool is planned with specialists who supervise the patient at home to ensure continuity in the type of therapy and to make it effective. Everyone knows that dolphins are mammals, a fact which makes them more similar to us than any other aquatic creature. Therefore, their social life is characterized by a great sense of solidarity and sensibility. They swim in groups, and they always want to play. When a companion is in difficulty because it is sick or injured, they push it to the surface to help it breath. When a male dolphin courts a female, he often brings her a bunch of seaweed to attract her attention. Dolphins are highly intelligent, which allows them to analyze information they receive from the environment and to adequately respond according to the needs perceived by those around them. They are also very respectful mammals able to perceive the emotions of the creatures around them. They also have biosonar, which is an echolocation system that lets them identify a prey and also ‘see’ through certain barriers. That’s why they can perceive the tension and alteration of the muscle masses in sick people. Through the sense of taste, they perceive hormone emissions that occur during mood changes. They are also able to find new and different ways to interact, which surprises the people who approach them. Docile and sensitive when necessary, they are also lively and a little unpredictable. On the basis of these considerations, David Nathanson and Betsy Smith of Florida International University began studying forms of assisted therapy using dolphins in the late seventies. They are the people who invented dolphin therapy, which is another form of pet therapy. Why is this treatment so effective? The most accredited hypothesis, however, is that their effectiveness is due to several factors, including physical contact, interaction with the dolphin, and being in water. Water provides support and improves balance. Moreover, the undulating, rocking motion of the water provides tactile stimulation that improves a person’s perception of his body. What is certain is that it is an effective therapy with cognitive-intellectual, emotional, physical, and social benefits. It makes the patient feel secure and accepted for who he is, regardless of his physical or psychological condition. The dolphin is even able to breach the impenetrable world of autistic patients who consequently seem less isolated from the outside world and more able to follow the indications supplied by the therapist. From a cognitive standpoint, their concentration and attention span improves, as does their memory and language skills. On a physical level, the patient’s motor skills improve in the water, where they are encouraged to swim or move to interact with the dolphin. On an emotional level, the patient feels serene and happy enough to want to work with the therapist. Finally, on a social level, the patient is more motivated to communicate with the outside world. Moreover, self-esteem and self-confidence improves. The Mundomar Marine Park in Benidorm welcomes children between 5 and 21 years of age with illnesses such as autism, hyperactivity, cerebral palsy, Down’s syndrome, spinal bifida, paralysis, motor deficit, language and learning disabilities, and cancer. Up until last year, only foreign children were welcome and assisted by Dr. Branko Weitzmann. Last year, thanks to an agreement between the Rotary Club of Benidorm and the Rotary Clubs of Meda and Brughiere, Italian children also have access to the center. In light of last year’s success, we will repeat the project. Plans for an even more ambitious project are underway: to set up a dolphin therapy center in an existing dolphin park in Italy or create a new one. Much money is needed, however, which is why it is taking so long to complete. Anyone interested in receiving more information on dolphin therapy at the Mundomar Park in Benidorm, Spain, or on the new project in Italy can write to this website: http://www.amicodelfino@ hotmail.it and ask for Dr. Raffaella Visigalli. *Psychologist/psychotherapist who uses dolphin therapy at the Mundomar Park in Benidorm, Spain. She works at the Monza Polyclinic Hospital in Italy.

pdf“Delfino Amico”, di Raffaella Visigalli

da Vogue Bambini – maggio 2008

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Pubblicato 1 maggio 2008 da G. in rassegna stampa

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